lunedì 22 giugno 2015

Portland

Portland è prima di tutto una città ma soprattutto è bellissima.
E' la città della pioggia per moltissimi giorni l'anno, del "do it yourself", dello street food, delle birrerie artigianali e di un modo di vivere che a me è sembrato molto semplice e fresco.
Probabilmente siamo stati fortunato perchè abbiamo visto la città non sotto la proverbiale pioggerella (drizzling) ma sotto un sole terso, cielo azzurrissimo e aria frizzante.
C'è un historic downtown camminabile che dopo mesi a Los Angeles mi è sembrato una specie di manna; ci sono palazzi storici in mattoni e tutto un fiorire di locali, birrerie e piccoli negozietti...che probabilmente non appartengono a una catena come qui a Los Angeles.
Il sabato mattina c'è un "saturday market" immenso che si sviluppa attorno ad Ankeny square ed è tutto un mix di cibo e bancarelle.

 

Sul Willamette River che attraversa la città c'è un piccolo parco waterfront con una serie di perle tutte americane che non siamo riusciti a non fotografare






Detto ciò, sempre sul lato ovest del fiume è in corso di recupero tutta una zona della città, chiamata Pearl District che sta diventando bellissima e forse un pò troppo elitaria; birrerie e bar in vecchi magazzini e negozi e gallerie d'arte.
Alcuni bar che si ispirano all'Italia, come per esempio "Barista" sono dentro vecchi magazzini e anche se il cibo è tutt'altro che italiano i posti sono bellissimi e valgono assolutamente il prezzo di un caffè orrendo pur di starci un pochino.






Un pò ovunque ci sono negozi di artigianato o di design.
Questa è conosciuta come la città del "do it yourself"; in passato la città penso che fosse piuttosto ricca e aveva scambi commerciali così come anche una buona industria, poi c'è stato non recentemente il declino a cui e seguito recentemente un desiderio di rimboccarsi le maniche (cosa del tutto americana e che ho imparato ad apprezzare un bel pò) e le persone per superare le difficoltà hanno cominciato a fare le cose da soli, per cui ci sono le casette con gli orti e così via.
Tutto ciò è stato un volano perchè così come c'era chi da solo si  coltivava l'orto c'è chi ha deciso di imparare a fare il formaggio in casa e da ciò è nata una piccola attività artigianale, così come sono nati infinite atività di artigianato artistico o di design...per cui la città è diventata bellissima perchè disseminata ovunque di piccole attività commerciali, spesso veramente piccolissime, che fanno cose uniche e del tutto handmade.
Questo emerge nel downtown, nel pearl district ma soprattutto in quartieri ad est del fiume come richmond e belmont ove è normale entrare in un negozio di design molto bello e contemporaneamente entra un ragazza con due bimbi che consegna le sue tshirts disegnate e stampate in casa....tutto molto lontano dalle grandi dimensioni di Los Angeles.
Poi Portland è famosa per lo street food, i cosiddetti trucks.
Avevo letto di questa cosa ma immaginavo fosse la solita eccessiva self-confidence americana, invece qui i trucks fanno da mangiare proprio benino e sono disseminati in misura impressionante in tutta la città.
Si può mangiare cibo di tutto il mondo a prezzi ragionevoli seduti in una piazzetta o direttamente appoggiati alla mensola del truck.
Il downtown è pieno di truck ma probabilmente il posto che più ci è piaciuto è nel quartiere di belmont, zona residenziale, in cui tra Belmont in angolo con la 43 street si apre una piazzetta con una quindicina di trucks...bellissimo sembra di essere in un piccolo biergarten in cui puoi mangiare dal messicano al coerano...










Oltre ai trucks, la città è disseminata di bei bar come quello sotto che si trova a belmont.


Tornando a casa, lo spettacolo della immena distesa di Los Angeles un pò nuvolosa.

sabato 18 aprile 2015

Malibu - Point Dume State Beach

Non avevo mai capito perchè tutti amassero tanto Malibu.
In realtà qualche settimana fa siamo siamo stati in un posto molto bello, molto selvaggio e con scogliera.
Andava visto.

 

Grafica dei bar americani

I bar americani sono mediamente cattivi e super standardizzati in quello che vendono.
Invece grafica e arredamenti sono sempre molto molto curati e carini, ci sanno fare veramente.
Tutto sembra sempre molto artigianale o spontaneo anche se chiaramente così non è e ciò fa sì i locali siamo molto più accoglienti dei bar italiani.
Lo stesso Starbucks che è una catena di dimensioni mostruose ha creato una immagine molto calda e in ogni locale puoi trovare la poltroncina o l'angolo salotto, grande uso del legno....
La lavagna con il menù è spesso molto usata e anche i fonts sono sempre molto carini.
Questo è un baretto piccolissimo chiamato Uplifters Kitchen su Ocean Park a Santa Monica.


un pò di polizia

Stamattina su Main Street a Santa Monica un tipo è caduto dalla bicicletta, probabilmente aveva fatto un furto perchè poi ho visto che è stato ammanettato.
Per gestire il caso oggi sono stati anche abbastanza morigerati, 5 macchine della polizia e camion dei pompieri arrivato a palla con sirene spiegate quando tutto era già finito.


una nuova perla americana...il club degli ottimisti

In un farmers market, più o meno un nostro mercato della terra, ci siamo imbattuti nello stand del club degli otttimisti!
In buona sostanza tu paghi una quota per associarti e di conseguenza diventi un promotore di ottimismo impegnandoti a diffondere l'ottimismo nel mondo...solo qui può andare una roba del genere, in italia dopo due giorni li trovano con la mela in bocca.




venerdì 17 aprile 2015

Seattle

Due settimane fa abbiamo fatto un week end lungo andando a Seattle e Portland.
Seattle è l'estremo nord ovest degli USA e viena definita come la porta per l'Alaska.
La città è particolare, non si può dire che sia bellissima ma è molto interessante, è grande poco più di Bologna per cui si visita bene.
In passato penso che sia stato un porto mercantile importante, adesso non saprei, ma vi sono in piena città molti edifici industriali semi abbandonati e recuperati.
Si vede che c'è un sottobosco interessante e la zona sul mare non è così patinata come a Los Angeles.
Il clima è piovosissimo ma quando non piove ed esce il sole è bellissimo, terso e con aria frizzante, veramente bellissimo.
Si respira aria di nord, con gente che gira vestita da montagna e al contempo gente in pantaloni corti; il downtown è tutto in discesa verso il mare per cui in fondo alle strade vedi sempre il mare scuro e in lontananza isolette verdissime.
Il downtown è "walkable" come si dice qui...in buona sostanza ci sono i marciapiedi con i negozi e si respira aria di città cosa che manca molto a Los Angeles.
La città è dominata da una montagna alta quasi come il monte bianco e che è un vulcano, il monte Rainer,  che non appena hai uno squarcio, emerge dietro ai palazzi; anche a inizio aprile era innevata.




Devo dire che Seattle, anche se vista in poco meno di due giorni, è molto interessante e sarebbe da scoprire con calma perchè è ancora molto presente l'aspetto portuale con edifici molto belli.
Non c'è niente di stupefacente ma tante piccole cose che fanno di Seattle una città che non mi è dispiaciuta.
Uno degli spazi più interessanti è il Pike Market che è a ridosso del porto ed è un mercato con cibo, localacci e altro che si dispiega su almeno 5-6 blocchi del downtown.


Per quanto riguarda l'architettura moderna il simbolo di Seattle (anche logo dei non più esistenti Seattle Supersonics) è lo Space Needle che è questa torre televisiva che non è nulla di chè sinceramente.
Bello il museo EMP di Frank Gehry, mentre la central library di Van Berkel a mio parere sente molto il tempo e dentro sembra un pò un aeroporto....giudizio un pò semplice ma è quello che sento.


Sono invece piuttosto interessanti diversi nuovi edifici residenziali, spesso costruiti in mezzo a zone portuali o in mezzo al nulla; l'inverno qui deve essere tremendo è di terrazze o balconi non ve ne sono tanti.


I quartieri residenziali subito fuori dal donwtown sono veramente interessanti.
Molto verdi con casettine coloniali e tutto molto a misura di pedone.
In particolare abbiamo visto...chiaramente alla ricerca di un bar, Belltown e Queen Anne e sono molto carini.

Non bisogna fare paragoni con le città europee, gli elementi di interesse sono sempre su un altro piano ma comunque interessanti.
Per esempio a Seattle vi è la sede di Starbucks, la catena di bar più grande al mondo, è il primo Starbucks aperto nel 1971 è una meta turistica visitatissima.

lunedì 13 aprile 2015

risparmio idrico e altro

Adesso qui si parla parecchio di risparmio idrico.
Alla radio ci sono pubblicità in cui si parla dell'acqua come bene prezioso, in molti parchi vi sono cartelli che spiegano come sia necessario risparmiare acqua, durante i periodi più caldi alcune fontane vengono spente.
C'è però sempre da tenere presente che questo è un paese di contraddizioni, di dichiarazioni di facciata a cui seguono comportamenti opposti....un pò come da noi.
Qui si parla di risparmio energetico però ci sono auto di cilindrata 4000 e condizionatori accesi a gennaio negli uffici pubblici, si parla di alimentazione e benessere ma il refill di coca cola è spesso gratis così come le porzioni sono il doppio delle nostre.....
Nel condominio di fronte al mio, in una bella aiuola hanno messo questo bel pratino di plastica....e fin qui nulla di male, è una cosa ridicola ma l'americano è pragmatico (vuole il prato e se non ha voglia di starci dietro va bene anche qualcosa che sembri il prato) e quando ha i soldi vuole che le cose siano perfette e impeccabili anche se assurde.



La cosa un pò più assurda, come si vede nella foto sopra e meglio in quella sotto, è che ha messo gli sprinkler dell'acqua e irriga il prato finto.
Non si capisce il perchè, probabilmente solo per tenerlo pulito.


Purtroppo l'americano non è riuscito ancora a programmare i cani in modo che distinguano l'erba finta da quella vera.


domenica 12 aprile 2015

Appunti sparsi su america e americani

In realtà posso dire di avere visto solo un pò di californiani.
In modo sparso mi vengono in mente diverse cose, anche stupide, che elenco in modo sparso.


 - L'americano mette garlic e cinnamon a pioggia un pò dappertutto.
- Il messicano mette invece il cilantro a pioggia un pò dappertutto.
- Nessun americano offre nulla, un caffè non ti sarà mai offerto, un conto non sarà mai diviso alla romana, ognuno è molto arroccato in ciò che è suo e non è suo, per cui alla lunga anche io sono diventato così con gli americani perchè purtroppo non vale assolutamente la pena di essere leggeri in queste cose.
- l'americano è molto molto puritano, le donne se devono allattare usano tipo delle mantelline da barbiere....vi sarebbero anche altri esempi.
- l'americano è estremamente abitudinario e molto vincolato a regole che lui stesso si impone.
- una volta ingrigliato dentro le regole, l'americano al loro interno è veramente molto libero.
- l'americano è difficilmente creativo, è molto ingrigliato; che è creativo sul serio penso che sia una vera scheggia impazzita,  che qui si dice "loose cannon"!!
- l'americano è di una cordialità e gentilezza che anche se spesso solo formale fa comunque piacere.
- l'americano è un ottimista incallito, quasi tutti qui in california sono sorridenti e stracontenti di qualsiasi cosa.
- di conseguenza a quanto detto sopra, non mi fido del parere di un americano, qualsiasi cosa è sempre great, awesome....non hanno alcuna capacità di capire la qualità; in qualsisi posto si mangerà sempre benissimo per loro e un posto da visitare, anche se infimo, sarà sempre eccezionale; non è una posa, è semplicemente che sono degli entusiasti.
- l'americano in una frase ci mette spesso un "man"....come stai uomo, come va uomo, ehi ascolta uomo.....
- l'americano si rivolge alla gente dicendo spesso "guys".....anche sul lavoro ci si da del guys.
- qui c'è un livello di machismo piuttosto alto..anche le donne sinceramente sono un pò mascoline e anche se sono belle poi hanno delle voci fortissime e parlano come gli uomini....ehi man..you guys.....un pò buffe.
- qui la maggior parte della gente fa la sborona a livelli mostruosi....sono talmente convinti che sono comici. Anche io mi sono messo a farlo, ogni tanto vado a giocare a basket con i colleghi in pausa pranzo e usare frasi tipo "I'll beat your ass" (ti sculaccerò...) è piuttosto normale così come dire io sono il migliore e se giochi con me sei sicuro che vinci....siamo messi così.
- l'americano è da prendere a esempio per la capacità di rialzarsi, ricostruirsi e non abbattersi mai, questa è una cosa molto bella.
-  il caffè starbucks non è male.
- il californiano alla guida è un disastro
- l'americano è talmente abituato a fare solo il suo compitino in modo eccelso che se per caso gli fai una domanda al di fuori (capita spesso negli uffici pubblici) trovi un muro di gomma

Ne avrei altre cento, per adesso mi fermo.

domenica 22 marzo 2015

Superbowl

Il superbowl, già passato da un pò, è un evento veramente sentitissimo, come una finale dei mondiali per noi.
E' sempre la domenica sera e negli Stati Uniti si registra il maggior assenteismo dal lavoro il lunedi successivo, tanto che si propone di fare diventare il lunedi dopo una festa nazionale.
In ogni caso i supermercati hanno marciato sul superbowl un tot, cominciando a mettere in bella mostra cibo a marchio superbowl con moltissimo anticipo.
Gli americani, che tengono molto a che tutto sia perfetto e nei crismi dell'evento, non hanno perso l'occasione.
E' buffo che i supermercati passano da evento a evento con una metodicità incredibile, assegnando intere corsie al futuro evento.
Dopo il superbowl 'è stato un mesetto dedicato a san valentino...il giorno dopo san valentino le scansie erano già prontssime di tutti i prodotti irlandesi per il saint patrick day.....passato quello, pochi giorni fa...le stesse corsie completamente dedicate a pasqua con uova, galline...





il fabbro americano

In questi giorni al lavoro ho dovuto verificare che i disegni esecutivi di un produttore di carpeteria metallica (in buona sostanza un fabbro) fossero congruenti con quanto illustrato nei progetti eseguiti dallo studio.
Il fabbro, in realtà non il classico fabbro italiano come ce lo possiamo immaginare, ma una azienda molto grossa, ci ha mandato i suoi disegni molto professionali.
Il logo dell'azienda, presente in ogni disegno, è questo, pazzesco, questo è il sottobosco che c'è nella cultura americana.




domenica 15 marzo 2015

Guns, money and freedom

Ecco un tipico esempio di come un americano "medio" ragiona.
Penso che l'amore per le armi sia molto diffuso e che non ci sia troppo timore a mostrarlo.
Non si capisce la commistione tra armi, soldi e libertà, comunque cose simili non sono così rade.




Norms

Nei giorni scorsi abbiamo cenato nel tipico "family restaurant" americano.
Si tratta di una tipologia di ristorante come menù molto ampi un pò per raccogliere tutti i igusti; solitamente questi posti sono per un livello sociale medio, fatti apposta per chi vuole portare fuori tutta la famiglia senza spendere una cifra alta...potrebbe un pò essere come la nostra trattoria.
Siamo stati in una catena californiana che si chiama Norms, nata penso negli anni '50 e che conserva ancora arredi tipicamente anni 50 veri, mai rinnovati.
Tutto è rimasto bloccato nel tempo, bancone su cui le persone mangiano, materiali, pavimenti,....tutto mediamente messo così così.
Atmosfera proprio da famiglie, con coppie di anziani o famiglie con bimbi.
Cibo untissimo o lurido, non so come facciano gli anziani.
Atmosfera carina tipica da diner con persone molto diverse.
Anche questa era assolutamente da provare.



 

martedì 10 marzo 2015

E-mails e telefono a qualunque ora

Un esempio.
Un collega, che spesso lavora anche dopo cena, scrive una mail a uno dei titolari alle 10.20 di sera.
Alle 2.25 del mattino il titolare manda la mail a me chiedendomi di stampare un lavoro.
Alle 7 del mattino sono in ufficio da qualche minuto e ho già stampato.
Siamo messi così!!!



mercoledì 4 marzo 2015

Scout americani

.....i cari vecchi scout italiani che per raccogliere soldi fanno torte, biscotti....e anche con un freddo bestia stanno in pantalonic corti e gonna fuori da messa.
Macchè tutto tempo perso...bisogna fare come gli scouts americani.
Un collega è un capo scout e questa estate vuole portare i ragazzi a fare una escursione in Oregon dove ci sono bellissime montagne e boschi; vogliono raccogliere soldi per fare il campo!
Ecco come si muove lo scout americano: va in un magazzino all'ingrosso, come potrebbe essere il cash and carry, compra prodotti, fa un bel pdf con le foto e i prezzi dei prodotti che rivende ricaricati!!! basta!!!
Insomma periodicamente il mio collega manda a tutto l'ufficio una mail con allegato il pdf con la lista dei prodotti; per San Valentino ha mandato un bel pdf con tante diverse confezioni di cioccolatini a forma di cuore a prezzi assurdi, in questi giorni ha spedito il pdf con le diverse uova di pasqua in catalogo...và mò là!!

Giochino alla radio

Per andare a lavorare faccio circa un venti minuti di macchina, per Los Angeles sono come uno che lavora praticamente sotto casa.
In ogni caso durante il tragitto ascolto la radio e mi sto divertendo a fare un giochino.
Quando interviene il deejay mi diverto a contare quanti secondi passano prima che si cominci a parlare di soldi, o pronuciare la parola money o comunque dire una cifra parlando di dollari.
Solitamente entro 20-30 secondi gli argomenti si spostano subito sul denaro.
O si parla di quanto ha guadagnato un cantante, quanto ha venduto un disco, quanti soldi si possono guadagnare o risparmiare facendo questo o quello.....è quasi matematico....entro 20-30 secondi l'acquolina alla bocca diventa irresistibile e come spesso capita agli americani, si finisce a parlare di money!!

mercoledì 25 febbraio 2015

Cinesi americanizzati

A lavorare il mio vicino di scrivania è un ragazzo cinese con il quale si riesce a chiaccherare piuttosto bene.
Ogni tanto abbassa il tono di voce e ciò vuol dire che sta per esprimere un concetto che potrebbe essere un pò impopolare tra i colleghi americani.
Tutto è nato dal fatto che lui stava guardando dei disegni di una impresa che erano non aderenti al progetto originale, per cui gli ho chiesto se secondo lui le imprese americane quando sbagliano, ci fanno o ci sono.
Lui mi riferiva che in america non devi tanto preoccuparti di essere fregato su queste cose, se ci sono errori spesso non sono voluti,,,....siamo passati siamo passati a perlare del fatto che gli americani talvolta sembrano un pò naif......tra l'altro i cinesi, anche se qui non ne conosco tanti, mi sembrano abbastanza scafati un pò simili a noi per certe cose.
Abbassando la voce mi diceva che in Cina chi vive troppo tempo negli USA viene  preso in mezzo perchè dicono che diventa troppo "slow".
La cosa buffa che mi raccontava è che anche un suo amico cinese che vive a Los Angeles, quando a natale è tornato in Cina, veniva preso in mezzo dai suoi stessi genitori che gli dicevano che stava diventando rinco....i cinesi devono essere tremendi se vogliono.

Toy district, Electronic Disctrict, Alveira Street e China Town

Nuovo giretto a downtown.
Prima tappa il toy district, zona tipicamente messicana dove si vendono solo giocattoli e festoni.
Gran caos di gente che mangia per strada, molto bello.





 
Seconda tappa l'electronic district, altra zona in realtà composta da 2-3 strade in cui truccano le auto.
Qui un cliente viene fermato da un venditore che, come a noi, gli chiede sempre la frase di rito "what do you want today man????"


Poi Alveira Street che è la strada in cui è nata Los Angeles a inizio 800 se non sbaglio.
La stradina, adesso pedonale, è una zona tipicamente messicana.
Alveira street è una strada con negozietti, gadgets e alcune case museo che risalgono all'epoca della nascita della città.

 Fa sorridere che questa casa museo, la Avila Adobe, è la casa più vecchia di Los Angeles....1818

Una cosa che non sapevo, topo Gigio è strafamoso in Messico

Ultima tappa China Town.
I cinesi arrivati a Los Angeles di recente snobbano e non amano China Town, per esempio i miei colleghi cinesi ne parlano molto male, non considerandola veramente una zona cinese.
Effettivamente sembra che China Town sia stata in passato la prima zona colonizzata a Los Angeles, ma oggi i cinesi preferiscono vivere in immense zone come Alhambra, San Gabriel o Rosemead.
A me però piace molto perchè è una zona pedonale con un sapore familiare.
Il fatto che probabilmente China Town abbia perso un pò di "cinesità" è anche testimoniato dal fatto che proprio sulla piazzetta principale adesso c'è un bellissimo ristorante vietnamita, molto bello..troppo bello per essere cinese.